Giugno

35 giugnoGiugno è volato.
Giugno è arrivato con molte contraddizioni meteorologiche, pratiche ed esistenziali ed è andato via così, all’improvviso.

Il caldo umido, il freddo secco, la pioggia battente, le nottate in piedi a cullare una bimba che non vuole dormire, ma pisolare, le frizioni fisiologiche con il Papo, un gattonamento sempre più deciso che richiede una casa in sicurezza e mille occhi, i troppi no, le scadenze lavorative, gli impegni che ti ostini cocciutamente a non mollare, ma che non sai dove mettere. Insomma mille pensieri tra amore e corpo, mente e anima.

Giugno in affanno, giugno è un mantra di io ce la farò, non ce la faccio e posso farcela.
Giugno si è infilato nello stomaco e si è divertito a ballare la tecno (che a me non piace affatto).

Però – c’è un però – giugno è anche stato il mese in cui la Pupa ha totalizzato sei denti, il mese della pastina per bimbe grandi, delle prugne e delle albicocche, del riccio in fronte fatto da mia madre – che io non riesco a replicare – dello stare insieme a guardare un libro prima di addentarlo, dell’osservare gli altri bimbi, dello scoprire la consistenza della pelle degli alberelli (e la corteccia fu!), del desiderarne le foglioline, del palloncino ad elio e del primo stare in piedi.
A giugno ti osservo e cerco di lasciarti essere, non è facile Pupa, ma ci provo. Credimi!

Sono sempre tante le domande e i dubbi che mi assillano (tutta roba da mamma e da donna, nulla di anormale o di troppo paranoico… credo) e accadono cose strane, mi ritrovo – io proprio io – a tranquillizzare le mamme al parco su cose più svariate.
Signora mia, una mamma ha tanto bisogno di non avere paura!

Solo un’impressione oppure giugno è volato solo per me?

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2 pensieri su “Giugno

  1. Monica P. ha detto:

    Non è volato solo per te, tranquilla. Quello che scrivi, le riflessioni che fai, sono quelle di molte donne che sono passate attraverso l’esperienza che stai vivendo e che, magari non hanno voluto, pensato, potuto, lasciare segno dei loro pensieri delle loro ansie, magari le sfogavano a voce ai giardinetti o in fila per il pediatra o mentre incontrano l’amica a fare la spesa. Donne moderne, sempre di corsa che devono riuscire a inventarsi ogni giorno il magico equilibrio fra un mestiere antico come la mamma e quello moderno per vivere. Buona vita a te e la pupa e al papone

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