Di Nonno e di orchidee

nonno

I nonni sono l’amore cosmico, lo sanno tutti coloro che hanno avuto la fortuna di avere dei nonni che hanno incarnato l’amore, il rifugio, la vita, l’assenza di paura.

Oggi scrivo di te Nonno.
Nonno ha i superpoteri, riesce a far germogliare e fiorire ogni pianta.
Lo sa la stella di Natale che ha in casa da tre anni, lo sanno le piante – cactus, melograno e una rosa che lo seguono da almeno 30 anni – e lo sa quell’albero di ulivo che ha fatto nascere da un nocciolo sul balcone ed ora si gode la campagna.

Nonno è irresistibile per le piante e per i fiori, nonno è amato da ciò che vive e proprio per questo nemmeno una orchidea regalatagli a dicembre può resistergli.
Alzi la mano chi riesce a far crescere  le orchidee in casa.
Solo le persone speciali riescono ad aiutare la bellezza e la vita a proliferare. Sarà la musica, sarà la pipa – sicuramente sei tu nonno –  ad alimentare quel qualcosa di sottile che anima.

Sei classe 1922, hai superato i 90 e sei ancora un uomo affascinante, hai ancora i capelli argentati e ciocche nere che ti spuntano dalla nuca.
Sei stato un enfant prodige, suoni il violino con l’anima da quando avevi quattro anni, con quello stesso strumento da studente sei partito per la guerra. In Grecia hai visto morire i tuoi compagni e la popolazione, sei stato deportato in Germania e sei tornato a Napoli quasi a piedi, con i capelli lunghi e pochi chili, ma con addosso il tuo strumento dal quale mai ti sei separato. Sei stato forte allora, me lo hai insegnato con dolcezza e rigore, con gli occhiali scuri e con un bacio. Sei stato la prima viola del Teatro San Carlo di Napoli e su quelle corde hai costruito e portato avanti la tua vita e quella della tua famiglia.
Fumi la pipa. Porti il pizzo. Sei simpatico e hai un carattere duro.
Tu sei affettuoso e severo. Farti arrabbiare ancora oggi mi spaventa.
Sei stato decorato con la Medaglia d’onore, ma tu ti schernisci.

Oggi che ti ho reso bisnonno da quasi un anno e che con Pupa ti illumini come mai in questi anni ho visto. Oggi, che il tempo ti segna il corpo e non la mente, sei ancora più prezioso perché sei fragile e allo stesso tempo più puro.

Tu che mi conosci meglio di chiunque altro, tu sai tutto di me senza che io ti abbia mai detto niente, tu che mi fai esplodere dentro un amore grande!

A te continuo a dire: grazie che ci sei.

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3 pensieri su “Di Nonno e di orchidee

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