Un anno intero

48 panza

Si nasce figli, ma non si nasce mamma.

Ho avuto una gravidanza bellissima.
Pupa ha ballato la break-dance.
Io ero una papera.
Tutto era perfetto.
Che bello! Stavamo per finire i conti , eravamo a 38 settimane e mezzo e faceva caldo, molto caldo.
Poi il sangue, la corsa in ospedale, la rottura delle acque, il tuo cuore che batte, il sangue che continua a scorrere, il travaglio che parte, il primario che non vuole rischiare.
Cesareo e BAM!
Tubi ovunque e ‘fate presto!’
Ho dovuto essere forte perché non sapevo che ce l’avresti fatta, avevo un distacco di placenta e poteva essere implacabile.
Non si pensa in questi casi, si attende e ho atteso il tuo pianto che non è arrivato.
‘Perché non piange? Stava dormendo signora, lei è stata molto, ma molto fortunata era un distacco di placenta’.

Poi penso alle parole dell’infermiera:  ‘Che peccato, con un bacino così bello!’
Il mio bacino ha ringraziato.

Solo dopo averti visto in braccio all’infermiera – “Signora sta bene” – ho ripreso a vivere.
Tutto è diventato concreto solo dopo il tuo permesso, il sapore del metallo, le luci, l’ossigeno, gente con le mani nelle mie budella, la spinale, l’angelo custode dell’anestesista (grazie!), le gambe che dormono, il catetere, la conta dei ferri – perché non la fanno prima di chiuderti e non dopo? (è una domanda sciocca, ma richiede più immedesimazione che altro). Tutto è diventato reale e nuovo anche se nulla era cambiato, ma tutto era diverso.

I parenti e la loro felicità, la mia ricerca dello sguardo del papo, Serena – la vicina di letto che ringrazio per il sostegno – il cambio pannolini, il tuo pianto, il mio rifiuto di aggiunte di latte, la solitudine e soprattutto le litrate di pipì.

Quanto avrei desiderato farti nascere io. Non mi spaventavano i dolori, avrei voluto farti nascere senza fottermi dalla paura, avrei voluto darti alla luce e non farti svegliare.
Ogni tanto mi sento una mamma-meno-qualcosa, ma passa, sono fisime.
Sei qui grazie a quella cicatrice sulla pancia ed è per me  prezioso segno.

Ma non abbiamo avuto risposte sul perché quel distacco, non ce ne sono, anche la medicina non se lo spiega. Rielaborare la gravidanza, il parto e il primo incontro con te, ha tempi imprevedibili e ritmi tutti suoi.

Scorro quest’anno e sento gli odori che hai assunto – dolcissime puzze alle quali io sono dipendente – la fuffa, le nottate, i progressi, le facce buffe, i denti, lo svezzamento, l’allattamento al seno voluto con tutta me stessa, il conoscerti, l’affondare nella tenerezza senza ritegno.
Ho avuto il privilegio di assisterti con tutta me stessa in questo anno che è stato tanto veloce quanto denso e unico.

Tanti auguri Pupa!
Che tu possa essere sempre serena, volitiva, onesta e coraggiosa, saggia e leggera.
Scusa se oggi ti ho rubato la scena narrando del tuo arrivo movimentato, ma capirai, oggi sono mamma da un anno intero.

Capita anche a voi?

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5 pensieri su “Un anno intero

  1. Pingback: Due | a pic a day
  2. maddalenafulmine ha detto:

    mi fai venir voglia di figliare ancora!!! ‘ò’
    emozioni che solo chi ha provato può capire realmente, auguri piccola pupa di Francesca, sei fortunata ad avere una mamma così!!!

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