Allattare

allattare
Io non sono una ultrà dell’allattamento sia chiaro, ma allattare mi ha donato tenerezza e forza.
Allattare non è difficile, ma non è una passeggiata, soprattutto dopo un cesareo.
La famigerata montata lattea – evento mitico come la rottura delle acque – prima di due giorni non arriva, bisogna avere pazienza e ignorare il fatto che siete subissate di affermazioni irritanti: ‘Vuoi far morire di fame la povera creatura? Una piccola aggiunta non ha mai fatto male a nessuno! Non hai latte ed è colpa tua se piange. Ha fame, perché non lo/la vuoi far mangiare. Appena arriviamo a casa devi prendere la bilancia per la doppia pesata. Che latte formulato di hanno dato?’.
Ecco, se siete ancora motivate dopo tutti questi devi, vuoi e colpa, allora la strada è spianata!

Allattare richiede fiducia in se stesse e fiducia anche nella nuova vita (e pure un po’ di fortuna!).
Allattare vuol dire non mollare.
Allattare a richiesta è un impegno gravoso, ma nessuno vi ha costretto a figliare, quindi visto che avete una creatura indifesa che non ha chiesto di nascere cercate di darle il meglio, iniziando dall’allattamento.
Allattare vuol dire prendersi cura di se stesse, o almeno dell’alimentazione. Allattare è conoscenza per la mamma – è delizioso contare e ricontare le ditine della creatura all’infinito; solo quel seno gonfio di vita le da la possibilità viaggiare in prima classe tra le curve delle orecchie ancora pelose e godersi il sorriso della beatitudine dopo la pappa.
Allattare è conoscenza, attaccamento e godimento per l’idrovora.

Allattare è stata un’esperienza unica e potente che mi ha dato la forza di reggere alla mastite e ad un paio di ingorghi; ma poi vuoi mettere la soddisfazione di allattare esclusivamente al seno fino a sei mesi: roba da superpoteri!
Non ho mai nascosto la soddisfazione di affermare: io, proprio io faccio il latte!

Una volta che l’allattamento è a regime e la vostra creatura è bella tonda e in perfetta forma sentirete: ‘ Ma non la fai bere?, A che ora deve mangiare?, Ehh il vizio del seno? Ma non ti stanchi a tenerla sempre in braccio, guarda che la vizi’
Ignorate che è meglio!
Poi passa un anno e allattate ancora:’ Ma allatti ancora? Ma che allatti a fare, il tuo latte ormai è povero.’
Ignorate!

Mia figlia non ha conosciuto il biberon e il latte artificiale, beve acqua dal bicchiere da quando aveva sette mesi, solo allora ho preso un biberon – sempre per l’acqua – di cui la pupa non ha subito capito il funzionamento.
Buffa lei!

Però care mamme che per santissime ragioni non avete potuto allattare, o avete smesso subito, o non volevate, oppure non siete state sostenute, niente sensi di colpa e soprattutto non rompete le scatole a coloro che lo scelgono ad oltranza.

Signore care, allattate!
Allattare è un gesto di pace.

Vostre esperienze/osservazioni?

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6 pensieri su “Allattare

  1. acciaio73 ha detto:

    La prima 22 mesi.
    Il secondo 28.
    A richiesta.
    entrambi nati a termine e sottopeso.
    2,5kg
    2,4.
    Il secondo l’ho portato a casa a 2kg scarsi.
    Mai preso ciuccio o biberon.
    Acqua dal bicchiere di vetro da subito.
    noi, solo noi, in quel magico momento.
    e che tristezza sentire quei vecchi stampi dire. ..non gli basta, non cresce, non c’è piu niente.
    la tetta é tutto. É nutrimento e contatto e amore.
    mamme, abbiate fiducia in voi e nel vostro bambino.
    W la tetta forever:-)

  2. Cherry tree ha detto:

    Credimi che il “rompimento di scatole” è reciproco. Non so riguardo a chi sceglie a priori di non farlo, ma per chi non può, o non se la sente più perchè ha avuto troppi problemi si sente sempre inferiore. Una mamma incapace o non abbastanza resistente perchè? Perchè allattare è bello (forse questa sensazione l’ho provata una volta in un mese e mezzo), perchè allattare fa bene (ecco qui il grande senso di colpa da madre snaturata), perchè allattare è piacevole (ancora adesso che do solo due poppate soffro durante e dopo averlo allattato e ho paura di attaccarlo ogni volta), perchè dovete allattare (a caratteri cubitali) e via dicendo. E da qui che uno in qualche modo si difende forse.. attaccando il metodo esclusivo.

    O forse semplicemente perchè siamo una generazione vittima del latte artificiale (ogni volta a cena dai miei suoceri: gli devi preparare il biberon? …no cavoli sto facendo i salti mortali per resistere quelle due poppate al giorno cribbio sostenimi!!) e quindi non si crede più nel latte di mamma (io stessa ripensando che le prime settimane che tra sangue e lacrime davo comunque pochissima aggiunta, ed è cresciuto grazie solo a me mi fa stringere il cuore).

    O forse semplicemente perchè nessuno si fa i cavoli suoi -.-

    • apicaday ha detto:

      Lo hai detto!
      Quante persone invece di sostenere – qualsiasi sia la scelta tra tetta, misto o LA – una donna in un momento così delicato della vita, abbattono, demoliscono e a volte ti mettono in condizione di vergogna.
      Certo è che manca un linguaggio fatto di amore e comprensione, non mi sognerei mai di mortificare una donna per le sue scelte in ambito di allattamento, eppure accade.
      Non conosco mamme sicure e senza ansie, ho sempre mille dubbi che solo il tempo e l’amore sono capaci di sgranare, anche durante l’allattamento ho avuto mille stati d’animo e dolori lancinanti, ma poi passa.

      Questo post è un inno alla gioia verso le mie tette e verso la piccola idrovora, oltre che uno sfogo verso tutte le cretinate che mi hanno detto e non un “Allatta altrimenti sei un mostro!”.

      Un grande abbraccio e grazie per esserti fermata.

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