Di nido e di cuori

nido

Ho la mente, il cuore e il fisico molto provati.
Ho ancora le idee tutte raggomitolate per il quantitativo di punti che mi abitano-  interrogativi, esclamativi e sospensivi.
Anche queste mie parole sembrano uscire a fatica, quasi di soppiatto.

Settembre si è dischiuso con l’inserimento all’asilo nido, una brutta caduta con relativa corsa al pronto soccorso, una piccola influenza mia e sua, il vaccino, il cambiamento di abitudini e orari e la febbre del vaccino a ricordarci che le emozioni nella vita fanno crescere (i capelli bianchi).

Tutti questi simpatici eventi non ci hanno permesso di valutare con obiettività il grado di inserimento della Pupa al nido, che pare buono, ma grattiamoci e non lo diciamo ad alta voce.
Pupa è piccolina, lo so, ma ha bisogno di avere altri stimoli, di gratificare in modo diverso la sua curiosità, ed è ovvio di avere anche la sua dose di mamma – non è una bimba mammona, ma è stata per un anno intero sempre con me.
Ed io? Io non lo so. Io sono la mamma-di-pupa e non più io. Io ho bisogno di arrestare la corsa quotidiana alla concentrazione, ho bisogno di fare una cosa (qualsiasi cosa) senza correre, ho bisogno di non sentirmi un’aguzzina, ho bisogno di fidarmi e di affidarmi alle educatrici dell’asilo, ho bisogno di credere che pupa può stare bene per un pochino (eh ho detto un pochino) senza di me. Ho bisogno di fermarmi e fare.  Io che non vedo l’ora di riabbracciarla, che mi emoziono nel rivederla, io che me la mangerei di baci.

Ho trovato un nido confortevole, pupa ha stretto un buon contatto con l’educatrice di riferimento e io spero. Spero che tutto vada bene, che nessuno le faccia male, che mangi il necessario, che si diverta in modo intelligente con un progetto educativo.
Separazione.
Distacco.
Allontanarsi.
Lasciare andare.
Lasciarsi andare via
Spero – inoltre – che quella sensazione di mancanza, di assenza fisica e intima si attenui, perché dopo averla accompagnata mi sento privata di qualcosa di importante, mi manca il respiro, un braccio o una gamba.

Tu a breve camminerai, io con il cuore gonfio di amore ti osservo e sento che stiamo crescendo, non sono io a tenerti la manina, sei tu che sai far volare il cuore mio e che mi fai scrivere cose davvero melense.

Ora torno a ‘ricamare’ le tue iniziali sui cambi da lasciare al nido e pure questo mi emoziona profondamente, grazie ancora pupa.

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