Sulla soglia

sulla sogliaEccolo lì!
Eccolo il groppo in gola, una sorta di pallina da ping-pong che non lascia respirare profondamente, che imbarazza lo stomaco, blocca le gambe e rende il volto scuro e spento.
Pupa si sta ambientando all’asilo, io non del tutto.
Pupa si fa amare al nido, ma protesta a casa facendo uno sciopero parziale della pappa, non la rifiuta, ma ne mangia poca.
Pupa si sta allungando ed è sempre più coordinata: si alza da sola in piedi, cammina con la manina e balla il tango con la sedia.
Pupa è dolce e ultimamente un po’ aggressiva.
Io invece non mi riesco proprio ad ambientare al nido, l’accompagno, esito, resto sulla porta, ascolto il suo pianto scemare e vado via con la tentazione di riprenderla.
Quando è l’ora di riprenderla esito sulla soglia e prima di bussare il campanello mi emoziono, mi batte forte il cuore.
Io non mi riconosco più, eppure non sono una di quelle mamme perennemente in modalità chioccia.
Sarà che tutto ciò mi scuote profondamente.
Sarà che non mi ci sono mai inserita e/o ambientata per bene su questa terra. Sarà perché sono in una dimensione di ascolto e dedizione totale (e a tratti preoccupata).

Mi confortano le altre mamme, tutte con quello stesso sguardo gonfio di amore a spacciare consigli, le lacrime, i dubbi e bisogni. Buffo pensare ad un sostegno e ad una condivisione così preziosa tra persone che normalmente si sarebbero ignorate.
Buffo.
La pallina da ping-pong si è sempre presente, ma meno fastidiosa anche grazie ad una doccia lunga e lenta – ed era un anno che non mi dedicavo tutto questo tempo.
Per ora mi muovo ancora in modo ovattato, lento e incredulo. Dopo un anno di simbiosi devo prendere confidenza con un nuovo linguaggio, un nuovo modo di osservare, toccare, essere…
Ora viene una nuova parte difficile, imparare a trasformare quella sorta di vuoto che mi lascia l’assenza di pupa in qualcosa di bello, reale e importante. Prenderò quel vuoto e inizierò a colmarlo di fiori e di colori.
Guardo quel vuoto e cerco di capire come ha fatto ad ammutolirmi.
Cresco come mamma e come donna, ma non smetto di insistere sulla soglia per spiare e tendere l’orecchio
Anche il vostro inserimento è stato così?

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2 pensieri su “Sulla soglia

  1. acciaio73 ha detto:

    Ricordo con esattezza tutte queste emozioni. Con la Viko lavoravo a tutta birra e ogni volta che chiudevo quella porta sentivo il cuore ispessirsi con una corazza tartarugata.
    ero costretta al distacco, una lontananza che fra baby sitter, nido, materna e poi…lei ancora mi rimprovera.
    Soprattutto quando, per forza maggiore ho avuto modo di restare con il secondo sempre. Lui attaccato a me, io ancorata a lui per smaltire l’angoscia del lavoro/ruolo/colleghi perso.
    Che tenerezza.
    per noi mamme è così. Diventiamo schiave emotive di un certo ritmo che ci pare insopportabile ma che poi è momentaneo, unico e straordinario.
    vedrai le prime recite che capitomboli il cuore!
    Un bacio alla Pupa annidata e per il cuore fi mamma un bel cerotto.

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