La bellezza

stanca

Chi pensava che lasciavo il blog solo soletto a languire si sbagliava.
Io per prima, mi sbagliavo.
Sono stata preda docile di una stanchezza selvaggia che mi ha rapito. Credevo di essere indistruttibile, di essere talmente forte da sostenere nottate e giornate piene a ritmo continuo, mi sbagliavo. Credevo che tutte le donne dopo un buon inserimento al nido riuscissero a riappropriasi di un pizzichirillo di se stesse e io sono ancora indietro con il riconoscimento.
Credevo che bastasse una giornata di lavoro ristoratore, o di pulizie di primavera fatte in autunno a farmi sentire a posto come madre e moglie, mi sbagliavo, mi sbagliavo proprio.
La stanchezza invece covava da brava chioccia (lei) da poco più di 13 mesi, si era appallottolata nei muscoli, nelle viscere (dato che senza pupa lo spazio c’è), si stiracchiava nelle pareti dello stomaco, faceva pilates all’interno dei globi oculari, nei piedi e nelle dita.
La stanchezza è uscita tutta insieme- ‘Bubbusettetè!’ – ed io dopo essermi spaventata il giusto, mi sono sentita stanca, esausta e consumata tutta in un colpo solo.
Solo una nanna selvaggia e supplementare potrebbe al momento consolarmi, ma non mi posso fermare, anzi devo mettere tutte in fila le cose da fare e soprattutto occuparmi di articoli che sono lì a guardarmi con i bigodini in attesa della messa in piega. Forse non è cosa nota, ma i pezzi con i bigodini diventano ridicoli, opprimenti e noiosi se non gli si dà loro un aspetto decente.

In tutto questo turbinio di stanchezza ho ovviamente messo da parte il blog e soprattutto messo a tacere quella cornice di bellezza che dovrebbe accompagnare sempre la meraviglia di esserci. E’ bastato che mia madre (toh! Una madre) scoprisse a casa mia un fiorellino nato nell’intercapedine del balcone di casa dietro un vaso per riconciliarmi, per ricordare a me stessa che dare colore e spazio alle piccole cose rende anche tutto migliore, forte e pieno di senso.

E Pupa come sta?
Pupa è tremenda. Cammina come una papera bellissima, ma non si lascia ancora andare.
Pupa ha carattere.
Pupa chiacchiera, declama versi dove troneggiano parole come tartaruga, acqua, tazza, pappa, dito e nonna. Gode nel dire a bocca spalancata papàààà.
Mamma non lo dice. Forse perché Mamma è sua e basta, non si discute.

(Ps. Qualcuno conosce il nome di questo fiore?)

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