Una fine e un nuovo inizio

provaDicembre è stato corsa, febbre e tante scoperte.
L’ultimo mese dell’anno mi ha voluto donare nuovi sorrisi e altrettante fatiche, sono totalmente dipendente da questa bellezza suprema di ricci e dentoni, di linguacce e canzoncine.
Dicembre di spreco e di abbracci (fratellone bello), di carta da regalo e da luci di presepe, da alberelli di Natale e botti di fine anno.
Sui botti vorrei aprire una parentesi. Io li detesto, amo i colori, le figure e rispetto chi lavora e progetta questi fuochi, ma non tollero il rumore e chi manda in fumo 20 stipendi per iniziare a far rumore dalle 17.00 del pomeriggio.
Chiusa parentesi.

Una fine e un nuovo inizio con to do list, senza qualcosa di rosso, senza aver svuotato la casella di posta. Una fine e un nuovo inizio con la sensazione di mancanza. Questo anno mi ha insegnato a dare senza limiti ed ora mi sento più forte, ho i superpoteri, forza e limiti che si sono spostati un pochino più in là, come l’orizzonte. Ma – e stavate tutti aspettando il ma – ma non riesco più a pensare a me, mi sono persa, mi sono confusa, non ricordo cosa vuol dire una cena fuori, non ho più memoria fisica di cosa sia il passeggiare, studiare, leggere e pensare, vestirsi con calma… tutto è praticamente impossibile.
Sarà sempre così? Sarà che devo attendere i 3 anni di Pupa, ma non mi accontento del fatto che alle madri abbiano dedicato le canzoni, non mi conforta che esista una percentuale di mamme che lasciano perdere, che mollano lavoro/amiche, che si tolgono dalla circolazione, che rinunciano a sé.
Io non voglio essere così. Non credo nella parità dei sessi, ma nella comunione tra persone ed io non mi sento meno mamma/donna/persona/moglie ad affermare che mi manca la leggerezza, la solitudine in compagnia di libro, caffè e coperta, il silenzio ad occhi chiusi al sole.

Questo non è un lamento! E’ forza.

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4 pensieri su “Una fine e un nuovo inizio

  1. acciaio73 ha detto:

    No. È solo una fase. La vita è fatta di momenti. Tu ti sei già ritrovata. Diversa. È qui il trucco. Se uscissi una sera staresti bene. La seconda pure. Alla terza vorresti fermare questo pazzo mondo di pazzi e scendere. Tornare alla pupa. Al nuovo tempo per te.
    Un abbraccio tenero~

  2. Marty ha detto:

    Anche io alle volte mi trovo in questo mood, e non c’è niente di male. E’ fisiologico, ed è lecito! forse siamo lunico paese europero dove le mamme si sentono in colpa per pensare di avere diritto ad avere un posto loro nel mondo come donne.

    Se non hai nessuno che possa starti vicino, per farti prendere 5 minuti d’aria, di libertà, di doccia o di caffè con le amiche, ti consiglio o i babyparking dove puoi stare con tua figlia mentre lei gioca con le tate e tu ti rilassi/leggi/lavori oppure di chiedere al papà di tenere la cucciola una sera a settimana (o quando voi) per uscire con le amiche, rivedere i tuoi progetti, lavorare, fare yoga opilates… boh! quello che ti piace! ritrovarti, insomma. io ci sto ancora provando ❤

    • apicaday ha detto:

      Non ho idea se siamo il solo paese europeo dove le mamme si sentono in colpa di voler essere anche persone, ma oltre questo dato (importantissimo-Issimo), c’è anche la società fatta di altre mamme che sanno solo commentare che i figli questo sono: sacrificio, la fine di tutto, preoccupazioni costanti. Non ci credo, non è così o solo così. Sono queste persone che rendono tutto più pesante.
      Pupa frequenta l’asilo con soddisfazione di tutti, ma è un periodo che si ammala spesso, dicono che il primo anno sia così. La spirale asilo/malattia/settimana intera a casa / asilo/malattia… è pesante!
      A ritrovarci presto, prestissimo!
      Grazie!

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