Pesci colorati

Pesci

Ho avuto in regalo un quaderno con pesci i colorati, per scrivere e istoriare, infilare anelli e sogni, osservarsi negli occhi e fare liste nuove da cancellare.

Eque qua direbbe Pappagone.
Sempre difficile iniziare dopo un grande silenzio, sembra impossibile, basta un respiro e aprire quel file che attendeva solo di fare il girotondo con le dita.

Provo a spiegare, lisciare con mano tutte le grinze dei pensieri, allora con pazienza riscaldo le mani e provo. Inizio dal primo pensiero, con un nuovo rocchetto perché, non è che ho perso il filo, io il filo l’ho tagliato: come i 60cm di treccia che mi accompagnavano.

Ho smesso di pubblicare perché ho affrontato il periodo più difficile della mia vita, di quelle cose che ti cambiano. Un trasloco, un confronto duro e spietato sull’amore e sulla fiducia, la solitudine e la messa in discussione di una serie di gerarchie e di sicurezze. Tutto ciò mi ha chiesto molto.

Ancora e di nuovo sono le parole che insegnano, feriscono e quelle sì che si appiccicano addosso.
Ci sono quelle della Signorina Riccia che aumentano e fuoriescono come da cornucopia.
‘Mamma io vado via e tu mi aspetti puì’.
‘Mamma non mi piace questa casa io vojo stare con nonna’.

Ci sono quelle del medico.
Signora si riguardi, ecco le vitamine e ci vediamo tra quattro mesi.
Signora il preventivo per i suoi denti è un po’ lungo ci vediamo la settimana prossima.
A.I.U.T.O.

Ci sono quelle dell’amore.

Quelle che non ti vuoi dire.
Quelle che hai bisogno di sentire.
Ci sono parole che fanno falange e bloccano tutto
Che però insisti e insisti poi dici e cerchi di far volare via.
Quelle che ti piace guardarle volare via come un palloncino ad elio.

Ho fatto decluttering per usare un linguaggio più Yeah!
Ho osservato la luna, ho tolto il pannolino alla Signorina riccia, ho ripreso lo yoga solitario, ho perso peso, ho trovato silenzio, ho sprecato parole, ho avuto rabbia da amare, capricci da domare, persone da salutare per sempre, febbri da lanciare lontano-lontano, oltre le montagne.
Ho dovuto vivaddio aprire il cuore a nuove esperienze e a vecchi cari rituali.

Però voi che mi leggete, nel frattempo che cosa avete fatto?

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