Etciù!

Oh che bello la primavera!

Il risveglio dei sensi (etciù!)

La natura (etciù!)

La luce (etciù!)

La temperatura che aumenta (etciù!)

Le lavatrici che asciugano in giornata (etciù!)CIURI

Sia chiaro io amo la Primavera e come tutti gli amori ci sono gioie e dolori (etciù!) Appunto!

Bisogna ora che immaginiamo nel palmo della mano una manciata di semi – zucca, fiori di campo, basilico, menta, rosmarino… – semi che trovo nel mio respiro, nelle mie gambe e nelle fasce muscolari e anche da Ikea.

Semi di occhi e ricordi, di cose lasciate e pietre dure.

Insieme ai dadi del caso e una primavera che ha atteso per dichiararsi sono in semina e metto a dimora. Con la Signorina Riccia stiamo esplorando le gioie del giardinaggio, del terreno che sporca e nutre, delle prime foglioline e delle radichette, dei fiori che verranno e dell’acqua che innaffierà.

Signò questi sono rami di pesco, questo di percoca (quelle che vanno nel vino eh!) e questo è prugna.

Ecco i nomi delle potature arrivate in casa grazie ad un signore gentile, il custode del nido di mia figlia e alla mia faccia tosta nel chiedere. Mentre le potature sparse in casa ci meravigliano con cuccioli di pesca, dopo la grazia dei fiori, questa primavera arriva carica di polarità.

Ma un fiore sentirà dolore nello sbocciare?

Questa è la primavera del ricordo. Un anno intero in questa nuova casa, il lampadario di mia nonna, le corse nel corridoio con mia cugina quando eravamo piccine e poi mia madre.

Io ricordo mia madre tornare a casa sempre con qualcosa di speciale, potature, fiori e tutto quel che in un vaso poteva starci, mi ricordo quella fiammella nei suoi occhi, madre nell’aver cura, nel decorare con grazia spazi a volte soffocanti e a volte desolati. Questa capacità di manipolare il proprio ambiente per renderlo bellissimo e naturale accogliente e profumato non l’ho imparato, non ancora.

Questa primavera è una congiuntura, un passaggio su di una saldatura, un cerchio che si chiude con baci azzeccosi, con separazioni, con barlumi di nuovi rituali, con un abbraccio ideale di tutte le cose che non sono più e non sono ancora.

Attendere, ascoltare e accogliere. Le parole chiave appuntate con un segno grande così sull’agenda del cuore

Altro che pulizie di primavera!

(etciù!)

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