Languori

Nuvolestasi

La città, Calvino tutto, il labirinto, l’inferno, la chiave.
Oggi ho avuto il languore di una serie di cose.

Sono arrivate tutte insieme, in parata. Le elenco così come sono arrivate: Le città invisibili, la città antiutopica di 1984, la città cieca di Cecità e il Lucernario di Saramago, un saggio su mare e filosofia, la finestra, Pessoa, la vodka, i mostri e il mio Nietzsche.
Fotografie.

I notturni ascoltati di notte, le Variazioni di giorno.
Le passeggiate a qualsiasi ora.
Il naso immerso nel Faust di Pessoa.
Fare l’Amleto tra Faust di Pessoa e Faust di Goethe.

Indossare un naso rosso e non rispondere.

Chiudendo gli occhi mi sono vista ballare, riaprendoli respirare, richiudendoli sorridere.

Pulviscoli di memoria, stanze che non esistono più eppure tutto ciò vibra ancora da qualche parte. La luce non si disperde.
Chiudendo gli occhi paesaggi innnevati, vulcani e maree, scogli e terra.
Nessun dolore.
Pienezza.
Leggerezza.

Bisogna sempre cercare di vedere ciò che non si è visto, prendersi cura di ciò che abbiamo visto. Viaggiatrice umile che riprende i suoi passi per nuovi cammini.

Estasi di presenza.

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