Intersezioni

 

Strati

Osservo il mare.
La sua linea di terra e d’orizzonte, mi dice che io sono qui e lui è sempre.
Osservo il suo essere lontano, imprendibile eppure qui, presente, visibile, invitante.
Essere qui e nello stesso tempo lontani.

Osservo dove finisce lui e inizia il cielo, quello è il punto che voglio mettere a fuoco.
Intersezioni.
Quante vite siamo pronte ad abbracciare e immaginare in quell’orizzonte, in quel punto?
Cuore mio oggi non facciamo nulla, guardiamo l’orizzonte e ci raccontiamo i segreti.
Guardo questo cuore che dopo tanti lanci incerti, incoscienti, selvaggi, paurosi, segreti, entusiasti, gioiosi e increduli mi guarda.
Ogni cosa ha una luce e una voce. Le cose si cantano, si camminano, si guardano.
Sei pesante eppure capace di fare evoluzioni da giocoliere nato.
Io ti sottovaluto, ma tu mi sorprendi.
Sei pieno tu.
Il peso che sento tocca a me scagliarlo lontano, proprio verso quell’orizzonte.
Magari colpire quell’intersezione con questa tua pienezza.
Per vedere l’effetto che fa.
Con il cuore si scherza, ma non si gioca.

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