Spokes

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Settembre è il capodanno dell’anima con le città a riempirsi.

Appare all’improvviso una massa di gente ad affollare bar, strade e vicoli. I palazzi per l’imbarazzo aprono i loro occhi e iniziano a lacrimare lenzuola, calzini e tutto ciò che li gonfia. Solo i raggi del sole riscaldano la maschera gelida attaccata al sorriso curioso. La maschera anti-squallore per le case abusive, i rifiuti, la terra puzzolente, le signore in pigiama, i televisori a tutto volume, l’epilessia del traffico e la pubblicità onestamente ingannevole. È un calore nuovo quello settembrino, ti stupisce e diviene imprevisto, si serve del sole e di una scadenza lavorativa per farti correre, ed è in questa corsa che tutto pulsa e non sempre si perdono gli spiccioli mal conservati nelle tasche. Prendo le chiavi di casa. Il sole abbraccia le chiavi. Non le avevo mai contate. Rientro a casa. Come un ladro che si toglie la calza, cavo la maschera dal sorriso.

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Racconto apparso all’interno di 31 “Piccoli Scatti & Scritti” – LineaBn Edizioni 2011

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