Il mare e le chiavi

Acqua e silenzio

Il mare è alle spalle.
Vento e sale invece nelle narici, ancora. Le onde del mare nelle orecchie, ancora.
Tutto tace, il silenzio è salato e dice, si insinua, c’è sabbia, conchiglie e all’orizzonte umanità. Quando torno dal mare accade sempre, il mare resta, c’è. Ogni senso è mare.
L’acqua è il suo vizio irresistibile: la gravità.
Mi sfugge eppure mi segna.
Le corde sono bagnate, la spuma è frizzante.
Le liste si ingrossano come vele.
Le sedie si alzano come Albero di mezzana.
Sono sempre le clavicole a guidare, soprattutto in tempesta.

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